Figli piccoli: no alla Maternal Preference. Il pregiudizio crea “madri proprietarie” e “padri disimpegnati”

Quando i genitori si separano e i figli sono molto piccoli, i Tribunali tendono ad assecondare la preferenza per il loro collocamento presso la mamma, spesso ritenuta la figura più adatta ad occuparsi dei bambini in tenera età.

Questo rilievo è corretto? Non per il Tribunale di Catania, secondo cui esiste una tendenza diffusa ad affrontare il tema del collocamento dei figli sulla base di un “non confessato pregiudizio di fondo” per il quale:

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La separazione è conflittuale? Il Giudice nomina un “coordinatore genitoriale”

Ogni separazione porta con sé la sua buona e specifica dose di conflitto.

Spesso si arriva in Tribunale perché non si è più capaci di dialogare e, quindi, di prendere accordi nell’interesse dei figli; allora si preferisce ‘delegare’ al Giudice, in quanto soggetto terzo, il potere di adottare decisioni riguardanti la famiglia, potere che, con riguardo ai figli, è insito nel concetto di responsabilità genitoriale e che, normalmente, va esercitato dai genitori di comune accordo.

Il Tribunale, però, non può fare da balia a genitori che litigano su ogni minima questione e quando le parti si dimostrano totalmente incapaci di assumere anche le decisioni più semplici, il Giudice può anche giungere ad affidare i figli all’Ente, sostituendo a mamma e papà un Servizio Sociale terzo ed estraneo al conflitto.

Di recente, però, il Tribunale di Miano (sez. IX civile, decreto 7-29 luglio 2016) ha trovato il modo di ovviare a questa soluzione drastica, da considerare solo come extrema ratio.

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Gli embrioni congelati? Non bambini, ma proprietà comune dei coniugi

Una decisione senz’altro unica nel suo genere è quella della Corte d’Appello del Missouri, che ha dovuto misurarsi in un delicato caso di divorzio in cui i coniugi non si contendevano immobili o argenteria, bensì due pre-embrioni, ossia due ipotetici figli futuri, concepiti ma non ancora nati.

La signora McQueen e suo marito, il signor Gadberry, infatti, nel 2007, si erano sottoposti ad una procedura di fecondazione in vitro che aveva portato alla produzione di 4 “pre-embrioni”, ossia di 4 ovuli effettivamente fecondati: due di essi erano stati impiantati nel grembo della donna ed avevano portato alla nascita di due gemelli, mentre gli altri due erano stati congelati e conservati per un impiego futuro.

Le parti avevano anche sottoscritto un accordo prevedendo che, in caso di divorzio, il signor Gadberry avrebbe  lasciato alla moglie i due pre-embrioni senza nulla pretendere. Continue reading “Gli embrioni congelati? Non bambini, ma proprietà comune dei coniugi”